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Mi chiamo Fabrizio Valenza e sono uno scrittore e un filosofo. Albero del Mistero nasce da me, dal mio modo di vedere il mondo, di scoprirlo e di raccontarlo. Un mio antenato di Agrigento, il barone Celauro, aiutò Goethe nella sua ricerca della mitica pianta originaria (la Urpflanze): la mia vocazione alla narrazione e alla fantasia arriva, perciò, da molto lontano. Le mie storie parlano sempre – in fin dei conti – di quell’elemento unitario e primigenio che accomuna l’enorme varietà del mondo.

Ho iniziato a scrivere racconti quando avevo suppergiù dieci anni, e dopo quaranta non ho ancora smesso. A che servirebbe una vocazione se uno non rispondesse? Cerco di farlo nel modo migliore: attraverso i romanzi, con i racconti, usando la filosofia e la mistica nel modo più completo. Nel mio occhio c’è l’attenzione a quel qualcosa di unico che cerco di tradurre in parole.

Amo il mistero del mondo e dell’esistenza: per questo motivo i romanzi che scrivo parlano della realtà intera, senza mai dimenticare la massima del Piccolo Principe: l’essenziale è invisibile agli occhi. Aiuto le persone a scoprire i loro talenti nascosti. Lo faccio tramite le consulenze letterarie (gli Exlibris) o attraverso il metodo filosofico di autoanalisi che ho creato (il Cavatappi della personalità).

Ho contribuito a sviluppare il filone mediterraneo della narrativa fantastica, amo allearmi con il bello delle persone originali e vere, cerco le storie sincere, affronto i mostri di ogni giorno e svelo i segreti nascosti nella fantasia di ciascuno. Il miglior modo per raccontare il qui e l’oggi? Facendo riferimento alla fantasia che caratterizza la nostra terra e le culture che sono nate attorno al Mediterraneo.

Infine… sogno, immagino, scrivo.

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Confesso le mie manie. Sogno almeno molte volte al giorno. Bevo tre litri d’acqua ogni dì. Se trovo una serie TV interessante, ne guardo tre o quattro puntate alla volta. Dormo a pancia in giù, con un braccio che pende in fuori.

Cose a cui non rinuncio. La lettura di un bel romanzo, almeno un poco ogni giorno. Un buon piatto ben cucinato, meglio se siciliano. Un dolcetto di tanto in tanto (o di poco in poco…). L’amore, senso di ogni giornata. Un’opera d’arte che mi racconti una storia.

La mia cagnetta Molly. È nata in un’estate di pochi anni fa, ma il caldo proprio non lo soffre.  Salta nell’erba alta come un canguro. È soprannominata Miss Murple. Ha una dolcezza paragonabile a quella di una cassata siciliana. È color caffellatte.

La mia routine di lavoro. Scrivo al meglio di mattina. Perciò una bella tazza di caffè, una brioche con crema e almeno mille parole inanellate tra le otto e mezzogiorno. Nel pomeriggio, poi, mi dedico a dare una mano a chi voglia crescere nella scrittura e nella conoscenza di sé. La sera? Puro relax.

Il mio rapporto con i libri. Ne leggo almeno quattro o cinque alla volta. Non mi lascio bloccare dal genere letterario. Il primo ricordo che ne ho risale ai romanzi di Salgari. Mi piacciono in modo particolare quelli antichi, pesanti e misteriosi. Cerco sempre un pizzico di avventura.

Cosa scrivo e cosa pubblico

Leggo di tutto e nelle mie storie c’è sempre un riferimento all’ambito fantastico dell’esperienza.
Il simbolismo è importante per la costruzione dei personaggi inventati e delle persone reali.
Ho pubblicato oltre quindici romanzi con editori tradizionali e diversi libri 
tramite autopubblicazione.
Ecco quattro titoli che rappresentano il mio percorso.

Il viaggio nel Masso Verde

L’isola dei morti

Filosofia mistica della conoscenza

Il cavatappi della personalità

Collaborano con Albero del Mistero

Barbara Bernardi

Consulente comunicazione

Edoardo Valenza

Consulente digitale

Enrico Valenza

Illustratore

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