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Perché i tuoi personaggi sembrano “finti” (e il trucco di King per renderli vivi)

C’è una sensazione frustrante che accomuna molti scrittori, sia esordienti che con qualche pubblicazione alle spalle. Rileggi il tuo capitolo appena finito, la trama funziona, i dialoghi sono serrati, eppure… c’è come un vetro.

Senti che tra il lettore e il cuore del tuo protagonista c’è una distanza. Il lettore sta “guardando” il personaggio agire, ma non “sente” ciò che il personaggio stesso sente. Non riesce a entrare nella sua testa.

Se ti è capitato, sappi che il colpevole spesso si nasconde in due paroline innocenti che usi continuamente senza accorgertene:

“Lui pensò”.

O le sue varianti: lei si chiese, lui rifletté, lei si disse.

L’errore del “narratore invadente”

Ogni volta che scrivi una frase come: “Giovanni pensò che doveva assolutamente parlare con Anna”, stai commettendo un piccolo crimine contro l’immersione narrativa.

Perché? Perché stai filtrando l’esperienza del personaggio attraverso la voce del narratore. Sei tu, autore, che stai dicendo al lettore che Giovanni sta pensando. È un’informazione, non un’esperienza. È quel vetro di cui parlavamo prima e in un articolo precedente.

I grandi maestri della narrativa immersiva, da Gustave Flaubert fino a Stephen King, hanno capito che per catturare il lettore bisogna eliminare quel filtro. Devono far sparire il narratore per lasciare il palcoscenico interamente alla mente del protagonista.

Come ci riescono? Usando una tecnica che nelle scuole di scrittura spesso si spiega male e si dimentica in fretta, ma che è l’arma segreta per creare personaggi tridimensionali: il Discorso Indiretto Libero.

La magia del Discorso Indiretto Libero

Il Discorso Indiretto Libero è una tecnica ibrida affascinante. Mantiene la terza persona (il “lui/lei” della narrazione classica), ma adotta totalmente la voce, il ritmo e il lessico dei pensieri del personaggio, senza usare i verbi dichiarativi (pensò, disse) e senza le virgolette.

Guarda la differenza:

Approccio tradizionale (più freddo):

Maria guardò la scrivania disordinata e pensò con ansia che doveva trovare quel documento prima che il capo tornasse, chiedendosi dove diavolo l’avesse messo.

Qui sentiamo la voce del narratore che ci riassume l’ansia di Maria.

Discorso Indiretto Libero (più immersivo):

Maria fissò la scrivania. Un caos. Doveva trovare quel maledetto documento prima che il capo tornasse. Dove diavolo l’aveva messo?

Senti la differenza? Nel secondo esempio siamo dentro Maria. Sentiamo la sua frustrazione (“Un caos”, “maledetto”). Non c’è bisogno di dire che è ansiosa; lo percepiamo dal ritmo delle frasi. Il narratore è sparito.

Come padroneggiare questa tecnica (Il video su YouTube)

Padroneggiare il Discorso Indiretto Libero non è immediato. Richiede una gestione chirurgica dei tempi verbali (l’imperfetto diventa fondamentale) e una capacità di “recitare” sulla pagina la voce interiore del tuo personaggio. Se usata male, può confondere il lettore. Se usata bene, è ciò che trasforma una storia “carina” in un romanzo che si legge tutto d’un fiato fino alle tre di notte.

Nel mio ultimo video per il canale YouTube di Albero del Mistero, ho deciso di fare una lezione tecnica approfondita proprio su questo argomento.

È una lezione densa, pensata per chi vuole fare sul serio con la scrittura, dove analizzo:

  • Le 4 regole fondamentali per riconoscere e scrivere il Discorso Indiretto Libero.
  • Esempi pratici di “prima e dopo” la cura.
  • I rischi di questa tecnica e come evitare di confondere chi legge.

Se sei stanco di personaggi che sembrano “di cartone” e vuoi dare profondità psicologica reale alla tua narrativa, questo è il video che devi guardare oggi.

Clicca qui sotto per guardare la lezione:

[L’ERRORE CHE RENDE I TUOI PERSONAGGI FINTI (E COME EVITARLO)]

Dopo aver visto il video, prova a riprendere una scena del tuo manoscritto dove il protagonista riflette molto. Prendi una penna rossa e cancella tutti i “pensò”, “si chiese”, “rifletté”. Poi, prova a riscrivere quei passaggi usando la tecnica che ti ho mostrato.

La differenza ti sorprenderà.

Buona visione e buona scrittura,

Fabrizio Valenza


P.S. Questa tecnica è solo uno dei tanti strumenti nella cassetta degli attrezzi dello scrittore professionista. Se senti che è il momento di strutturare seriamente la tua formazione narrativa, dai un’occhiata al mio corso completo, Il Mistero della Scrittura, dove approfondiamo ogni aspetto della costruzione del romanzo.